Storia dell’Istituto Marsano

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La scuola ha origine dall’iniziativa di Bernardo Marsano, nato a Sant’Ilario nel 1811, di famiglia benestante, negoziante attivo nel porto di Genova, interessato al commercio e alle assicurazioni marittime. Marsano fece parte di quei ceti borghesi emergenti, dinamici sul piano economico ed attivi su quello politico (fu infatti un fervente mazziniano e un libero pensatore)  che ebbero gran parte nella trasformazione economica e sociale della Genova ottocentesca, contribuendo al processo di unificazione nazionale. Marsano reinvestì una parte cospicua dei suoi profitti commerciali nell’acquisto di terre nella natìa Sant’Ilario, ampliando il patrimonio di famiglia, sino ad arrivare a possedere circa 27 ettari. Seppure non costituita in un unico corpo, ed estremamente frammentata, aspetto peraltro caratteristico dell’agricoltura ligure, la proprietà Marsano rappresentava una delle grandi proprietà della zona. I fondi erano condotti secondo contratti di manentato.

Marsano affrontò i problemi dell’agricoltura con una mentalità aperta all’innovazione, tipica di chi proveniva dagli ambienti mercantili e commercianti. Ma la sua azione non fu puramente tesa a migliorare il reddito che estraeva dalle sue proprietà. Egli agì tenendo presente l’insieme della comunità di cui faceva parte. Il problema del miglioramento agrario era inserito in un discorso di ammodernamento delle infrastrutture viarie, per collegare più efficacemente Sant’Ilario a Nervi e quindi a Genova e di accesso alla risorsa primaria per eccellenza in agricoltura, l’acqua. In qualità di consigliere comunale di Sant’Ilario, si batté perché fosse costruita una strada carrabile tra Nervi e Sant’Ilario, mentre a sue spese costruì la strada che collega la piazza di Sant’Ilario, dove sorge la Chiesa, al luogo dove poi sorgerà la scuola di agricoltura. Inoltre, realizzò l’acquedotto della Fontanazza, con tubature in ghisa della lunghezza di 4 km, che da Sori portava acqua ai terreni di sua proprietà.

Tuttavia, il momento più rilevante di questa opera tesa a sollevare le sorti dell’agricoltura di Sant’Ilario e del Genovesato fu senza dubbio l’idea di istituire una Scuola pratica di agricoltura. Egli capì che occorreva modificare il modello organizzativo sul quale fino ad allora si era basata l’agricoltura di queste zone. La strada per rendere remunerativi i piccoli appezzamenti doveva essere quella della specializzazione verso colture orticole o floricole di grande pregio che, sfruttando il clima mite, poteva far diventare la collina di Sant’Ilario e le zone circostanti un “giardino d’inverno”. Scriveva, ad esempio, nel 1884:

La Scuola Agraria per la Liguria deve prefiggersi specialmente le coltivazioni invernali. Il nostro clima permette di avere in novembre le violette e i piselli, in dicembre i carciofi, ogni altra verdura di lusso, i fiori e gli agrumi. Se si potrà persuadere il coltivatore ligure del vantaggio di ridurre la sua terra a giardino d’inverno, questa regione, nella quale la proprietà fondiaria ha maggior valore che in tutte le altre del Regno, mentre dà il minor reddito, cambierà questo in prodotto massimo.”

Tale visione emergeva dalla constatazione delle trasformazioni che Genova e la sua provincia stavano vivendo tra gli anni settanta e ottanta: crescita demografica, trasformazioni industriali, crescita della ricchezza , erano tutti elementi che potevano fare da traino per una crescente domanda di prodotti agricoli e floricoli di qualità.

Così, dopo una precedente esperienza di scuola femminile di agricoltura, nel 1882 decise che la sua tenuta di Sant’Ilario Ligure diventasse sede di una Scuola Agraria. Il 31 marzo di quell’anno fu conclusa la convenzione con il Ministro di Agricoltura, Industria e Commercio, onorevole Berti, con la quale Bernardo Marsano cedeva allo Stato la piena proprietà degli immobili situati a Nervi, Sant’Ilario e Bogliasco per un valore complessivo di 421.000 lire circa, nonché un certificato di rendita pubblica che garantiva alla futura Scuola una rendita annua di 8.065 lire. Il 19 agosto 1882, con legge 371, fu fondata la Regia Scuola Pratica di Agricoltura Bernardo Marsano che iniziò ad operare nell’anno scolastico 1883-84 con 15 alunni, diretta dal Prof. Baldeschi. Essa rappresentava una delle poche scuole pratiche di agricoltura esistenti allora in Italia che costituivano il primo gradino dell’istruzione agraria nel nostro paese. La scuola era “intesa a formare abili agricoltori, fattori, castaldi”.

Tuttavia i primi anni di attività della Scuola furono tormentati, poiché Marsano osteggiò gli indirizzi seguiti dal preside Baldeschi, al punto che la Scuola fu temporaneamente chiusa nel 1885. L’attività scolastica riprese nel novembre 1891 e questa volta seguendo linee guida vicine alla visione di Marsano, ribadite da lui stesso nel testamento del 1888. Vale la pena citarne una parte:

Revocando ogni mia precedente disposizione istituisco mia erede universale la regia Scuola Pratica d’Agricoltura Marsano con sede in Sant’Ilario di Nervi alla cui fondazione ho consacrato tutta la mia vita e la maggior parte de’ miei stessi averi allo scopo di creare nella Liguria, mia terra natale, un centro di istruzione ove si insegnino i metodi migliori per trasformare le nostre terre, oggi così poco remuneratrici, in giardino d’inverno, capaci di ricchissimi prodotti delle ortaglie primaticce, degli agrumi, della Floricoltura e Frutticoltura”.

Marsano morì nel marzo 1893, quindi non poté essere testimone delle trasformazioni che l’agricoltura della zona fece proprio nella direzione da lui auspicate e sostenuta con la fondazione della Scuola.

La zona di Sant’Ilario diventò, in effetti, una delle prime aree liguri dove la floricoltura e le colture orticole pregiate acquistarono un’importanza centrale nella formazione del reddito agricolo. Ma l’aspetto forse ancora più interessante è il ruolo che la scuola ha avuto nella disseminazione di conoscenze, di abilità, di competenze su una scala molto più ampia di quella locale, fino ai nostri giorni.

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